L’albergo che ci ha ospitato a Sciacca è un ennesimo posto che ci sentiamo di consigliare… si trova in alto, nel quartiere San Michele. Dalla via Licata è una discreta scalinata e consigliamo di non tentare di arrivarci in auto il sabato perché è giorno di mercato.
L’albergo è una sapiente ristrutturazione di un oleificio. Le camere sono spaziose e arredate con gusto. La presenza di un piccolo angolo cottura è plus che fa la differenza. Una particolare nota positiva è la presenza di Domenico alla reception, prezioso e affabile dispensatore di consigli.
mercoledì 24 agosto 2011
lunedì 22 agosto 2011
22-8-2011 ore 21 - si riparte!
Negli ultimi due giorni abbiamo avuto qualche problema di connessione e siamo in ritardo con i post: siamo stati a Scopello, nella riserva dello Zingaro e a San Vito Lo Capo.
Appena arrivati pubblicheremo i relativi post.
Arrivederci a Milano.
Appena arrivati pubblicheremo i relativi post.
Arrivederci a Milano.
domenica 21 agosto 2011
venerdì 19 agosto 2011
L’ennesimo “quello che non ti aspetti”
Se sei in Sicilia per una vacanza di mare non ti aspetti di passare una serata a 700 metri di altezza e aver bisogno della felpa. Il paese è piccolo e completamente al di fuori dei flussi turistici, si chiama Caltabellotta e dista circa 20 chilometri da Siacca; una mezz’ora di strada che vale la pena di fare: è l’ennesima perla rara che ci è capitata di trovare in Sicilia.
Come ciliegina sulla torta siamo capitati qui proprio la sera dei festeggiamenti per il santo patrono. Morale: in auto in tre IN MEZZO alla processione, nel senso che eravamo proprio circondati da centinaia di persone che camminavano in senso opposto: si avvicina un vigile e pensiamo: “questa volta la paghiamo cara!”. Con fare colpevole chiedo spiegazioni sul dove andare, lui mi guarda stupito e mi dice: “sempre dritto, che altro può fare? Basta che vada pano” e quindi via, con il placet delle forze dell’ordine nel mezzo della fiumana.
giovedì 18 agosto 2011
Sciacca - la città multipla
Sciacca
Chissà cosa ci aspettavamo di trovare a Sciacca… sicuramente ce la aspettavamo diversa. Innanzi tutto pensavamo i trovare una cittadina di piccole dimensioni, con una forte vocazione turistica, un specie di paesino di mare evoluto sotto la spinta del turismo degli ultimi anni.
In verità la Sciacca che abbiamo conosciuto sono come quattro paesi differenti che formano una cittadina ma che sembrano non aver trovato una completa simbiosi: la Sciacca-storica, la Sciacca-bellaEpoque, la Sciacca-nuova e la Sciacca-porto.
Della Sciacca-Nuova non abbiamo nulla da dire, costituisce la zona occidentale della città e non ha un carattere definito.
La Sciacca-Storica è un dedalo di viuzze scalinate e chiese che si perdono (e ti fanno perdere) al di sopra della piazza principale e di via Licata. Bellissima e faticosa (da turista ma immagino ancora di più da abitante) meriterebbe il completamento veloce della riqualificazione in corso. E’ un quartiere vivo che diventa impraticabile durante le feste cittadine (noi abbiamo assistito al ferragosto con al processione della Madonna portata a braccia da cento marinai scalzi) per la quantità di persone che richiama. Dovendo comprare casa è questa la zona che sceglierei.
| Pescatori Saccensi (scalzi) durante la processione di ferragosto. |
La Sciacca-Porto è la zona dei pescherecci, dei bar con poco appeal (anche se mediamente molto frequentati) e dei ristoranti in cui andare a mangiare. Correndo per il porto si nota quanto il turismo non sia l’interesse di questa zona: il porto sa di pesce e vive attorno alle attività legate alla pesca: negozi e grossisti di pesce, officine per la riparazioni nautiche, rivendite di lubrificanti, la chiesa e il relativo oratorio “Stella Maris” e gatti randagi. E’ un area apparentemente poco ospitale ma che ha un fascino particolare; da visitare passeggiando con le mani in tasca.
| Il mare di Sciacca visto dal porto pescherecci |
mercoledì 17 agosto 2011
Lo Tsunami della finanza e la calma del porto
Finanza a picco e la verdura ad un euro al chilo. Da qui tutto pare lontano, le notizie arrivano a spizzichi e bocconi (in effetti non è che arrivano a spizzichi e bocconi, siamo noi che le andiamo a cercare in questo modo). Dalla radio arrivano venti di guerra da Piazza Affari (e da tutte le altre borse) non riusciamo (vogliamo?) ad avere un quadro completo della situazione ma pare sia un mezzo disastro… da qui sembrano gli echi di una guerra lontana, combattuta in campi di battaglia sconosciuti. Seduti sul muretto del porto, con i pescherecci attraccati dopo la giornata di pesca, il sole che cala e un’apecar parcheggiata malamente sul marciapiede del faro che vende verdura a un euro al chilo (una varietà per l’altra) sembrano notizie che arrivano da Marte, ma forse è solo la mente che cerca di tenerle lontane da questo mondo temporaneo e che si difende dal … lavoro duro di essere uomo e non sapere quale sarà il futuro (C. Baglioni)
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