Sciacca
Chissà cosa ci aspettavamo di trovare a Sciacca… sicuramente ce la aspettavamo diversa. Innanzi tutto pensavamo i trovare una cittadina di piccole dimensioni, con una forte vocazione turistica, un specie di paesino di mare evoluto sotto la spinta del turismo degli ultimi anni.
In verità la Sciacca che abbiamo conosciuto sono come quattro paesi differenti che formano una cittadina ma che sembrano non aver trovato una completa simbiosi: la Sciacca-storica, la Sciacca-bellaEpoque, la Sciacca-nuova e la Sciacca-porto.
Della Sciacca-Nuova non abbiamo nulla da dire, costituisce la zona occidentale della città e non ha un carattere definito.
La Sciacca-Storica è un dedalo di viuzze scalinate e chiese che si perdono (e ti fanno perdere) al di sopra della piazza principale e di via Licata. Bellissima e faticosa (da turista ma immagino ancora di più da abitante) meriterebbe il completamento veloce della riqualificazione in corso. E’ un quartiere vivo che diventa impraticabile durante le feste cittadine (noi abbiamo assistito al ferragosto con al processione della Madonna portata a braccia da cento marinai scalzi) per la quantità di persone che richiama. Dovendo comprare casa è questa la zona che sceglierei.
| Pescatori Saccensi (scalzi) durante la processione di ferragosto. |
La Sciacca-Porto è la zona dei pescherecci, dei bar con poco appeal (anche se mediamente molto frequentati) e dei ristoranti in cui andare a mangiare. Correndo per il porto si nota quanto il turismo non sia l’interesse di questa zona: il porto sa di pesce e vive attorno alle attività legate alla pesca: negozi e grossisti di pesce, officine per la riparazioni nautiche, rivendite di lubrificanti, la chiesa e il relativo oratorio “Stella Maris” e gatti randagi. E’ un area apparentemente poco ospitale ma che ha un fascino particolare; da visitare passeggiando con le mani in tasca.
| Il mare di Sciacca visto dal porto pescherecci |
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